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multiedizione digitale a cura di Dario Ragazzini

Criteri di trascrizione

Dario Ragazzini

Le edizioni a stampa, in particolare quella di F. Platone del dopoguerra e quella di V. Gerratana del 1975 - per rendere il testo fruibile dal lettore e avendo a mente la forma della pagina stampata – trascrivono le note e gli appunti di Gramsci - che restano un testo personale di lavoro con formulazioni non del tutto definitive anche nelle parti di maggiore sviluppo - in modo tale, che assumono forma composta e formale; od almeno più composta e formale di quanto sia nelle pagina scritta.

Non riprodotte né indicate le cancellature, introdotti “a capo” corrispondenti alle parti logiche del testo anche quando assenti nel manoscritto, standardizzata la punteggiatura, unificate arbitrariamente le parentesi, trascritto il loro contenuto come inciso, trasformati in titoli le prime parole (incipit) delle note, incorporati dentro il testo stesso i commenti laterali, divise e fuse in unico testo ‘a correre’ le scritture su colonne affiancate ecc. ecc. il testo appare in uno stile saggistico e in una forma compiuta, con scomparsa – o comunque minore percepibilità -  del suo carattere dinamico,  con casi di fraintendimento e perdita di informazioni preziose. 

La Edizione dei Quaderni all’interno della Edizione nazionale  degli scritti di Gramsci, è in corso e al momento della apertura pubblica di GramsciQdc consiste di un volume relativo ai primi xx!!!!! quaderni, pubblicato nel   . Imminente la pubblicazione del volume successivo.

Curata da Gianni Francioni - con G. Cospito e F. Frosini – frutto di minuzioso e impegnativo lavoro, tale edizione è un’opera di alta specializzazione, destinata a rimanere una pietra miliare. Accurata la datazione dei testi. Accompagnata da un dettagliato apparto critico la trascrizione, con descrizione delle varianti, cancellature, e peculiarità.

GramsciQdc si è assunto un compito diverso: sviluppare una applicazione informatica che non soffra delle limitazioni intrinseche della forma a stampa e offra al lettore l’approccio più semplice possibile, nel rispetto delle caratteristiche del testo. Ha dato forma informatica ai testi, digitalmente leggibili, correlabili e navigabili. Non un libro digitale, ma una applicazione web con possibile ulteriore sviluppo, la cui forma appare funzionale alle correlazioni e sequenze di testi, che nascono già interrelati e multitasking.

Come altrimenti mostrare facilmente i collegamenti tra stesure (in un caso nella nuova nota C confluiscono 12 note A  XXXX)?, come altrimenti mostrare facilmente le relazioni di stesura? Come mostrare visivamente le correzioni, i ripensamenti, le alternative di testo? Come permettere all’utilizzatore le letture parallele? CONTR le ricerche lessicali? le proprie raccolte di testi per i propri intenti?

Nel far questo, GramsciQdc, ha messo mano a una autonoma trascrizione (indipendente da  quella della edizione nazionale, certamente di questa meno accurata e specialistica, ma spero efficace per gli intenti ed anche con qualche nuova rilevazione e soluzione) e rappresenta  correzioni, varianti, integrazioni, aggiunte e altre proprietà del testo...+

Nota: Decenni addietro,!!!!!! prima che il lavoro per l’edizione nazionale degli scritti fosse pensata e messo in cantiere Gianni Francioni e lo scrivente avevano presentato al Centro azionale delle Ricerche un progetto per abbinare un lavoro di ricostruzione filologica dei quaderni con le forme informatiche. Purtroppo la richiesta, pur riconosciuta meritevole, non fu finanziata e i due intenti (filologico e informatico), giocoforza negli anni hanno proceduto separatamente.

Il manoscritto non presenta particolari problemi di decifrazione della grafia (seppure con eccezioni). Più problematiche le scelte di compilazione della pagina e le abitudini e le scelte che dirò ‘autoredazionali’.

Il libro I quaderni del carcere di Gramsci, dal manoscritto all’edizione digitale ... accompagna questa edizione digitale e descrive più dettagliatamente problematiche e soluzioni adottate, qui di seguito, richiamate in forma breve e parziale.

Denominazione dei quaderni

In GramsciQdc le denominazioni dei quaderni riprendono le titolazioni date da Gramsci stesso al quaderno, o, se assente o incompleto, elencano le sezioni contenute (a volte intitolate da Gramsci, a volte desunte ) secondo le scelte fatte da Francioni nel 2009 per la pubblicazione anastatica dei manoscritti. Le formulazioni di Gramsci e quelle integrative, anche all’interno della stessa denominazione,  sono riconoscibili per l’uso di caratteri digital-tipografici diversi.

Marcatura delle note

Nei quaderni, le note sono marcate con un segno iniziale di § ma non tutte.  Appaiono senza segno di § alcune lunghe notazioni iniziali (come se esse fossero una introduzione alle note successive di argomento confluente, queste sì marcate in quel modo).

GramsciQdc rispetta presenza e assenza del segno senza integrarlo dove assente.

Sottolineato/corsivo

Il manoscritto ha una grafia corsiva con ricorrenti sottolineature. La tradizione autorale e editoriale trascrive il sottolineato dei manoscritti (ed anche dei testi a macchina per scrivere) in corsivo. GarmsciQdc trascrive il corsivo corrente in carattere tondo e il sottolineato in corsivo. Non viene fatta alcuna forzatura di portare il manoscritto alle forme tradizionali delle pubblicazioni a stampa, che, per esempio, usano marcare i titoli di libri in corsivo e non sottolineare gli autori, cosa che in Gramsci non accade) +

Il manoscritto presenta numerosi sottolineati, a volte di parole a volte di cognomi di autori. Appare anomala questa modalità ricorrente, ma potrebbe essere un accorgimento affinché, sfogliando successivamente le pagine, argomenti trattati e autori citati potessero essere facilmente individuati a colpo d’occhio. Se così, il sottolineato non ha significato di titolo, ma di evidenziazione per riscontro (quasi un lemmario o un thesaurus). GrmsciQdc rispetta questo uso di Gramsci, senza modificarlo. Il carattere tondo resta tale e il sottolineato è rappresentato in corsivo.

nota2 negli ultimi quaderni, però, i tutoli dei periodici appaiono virgolettati (a conferma dell’ipotesi della finalità di marcatura attribuita al sottolineato.

Incipit delle note

Parte delle note ha un titolo graficamente marcato, altre ne sono prive. Molte iniziano col nome di un autore trattato sottolineato (potrebbe non essere un titolo, vedi sopra). Poiché la questione ha una sua rilevanza ed è difficile da risolvere se non con interpretazioni, GramsciQdc ha adottato il criterio di denominare lessicalmente le note con quanto presente nelle prime 40 XXX battute. Pertanto, negli indici e nelle testatine della nota, tali incipit possono apparire troncati o più lunghi del necessario, ma almeno rispettosi del testo.

Spazi, righe e pagine bianche

Nelle pagine del manoscritto viene tendenzialmente usata ogni riga, senza spazi bianchi di stacco tra una nota e l’altra. Perciò la presenza di righe bianche o righe contenenti tratto orizzontale di penna hanno significato particolare: righe bianche per lasciare spazio a sviluppi successivi di un appunto incompiuto, tratto di separazione etc.

In GramsciQdc tutti i tratti, le righe e le pagine bianche sono identificati e segnalati.

Part number

GramsciQdc ha numerato ogni parte del testo, - sviluppando la numerazione predisposta da Renzo Martinelli e collaboratori in occasione del convegno gramsciano del 1977, aggiungendo numeri decimali per righe bianche o barrate, per pagine bianche, per elenchi di libri, bozze di lettere, conteggi ed altro ancora.

Punti e a capo

Non compaiono ‘punti e a capo’. Nella pagina viene tendenzialmente usata ogni riga, senza spazi bianchi di stacco tra una nota e l’altra. Quando Gramsci ha necessità di effettuare un ‘a capo’, introduce un segno grafico simile alla tilde: ~ (posizionata sulla riga) e prosegue la scrittura, senza interruzioni. A volte le tilde sono più di una, in sequenza, in altri casi giungono fino alla fine della riga ed oltre, prima del testo successivo.

GramsciQdc trascrive le tilde, singole o multiple, come punti fermi seguiti da una a capo.

Cancellature

Le cancellature sono relativamente poche. In genere non permettono di leggere il cancellato. A volte si tratta di una parole o di più di una parole. In altri casi sembra quasi si tratti di sillabe iniziali di parole, poi non completate. In ogni caso GramsciQdc ha rappresentato la cancellatura con una sequenza di x barrate (xxx) tante volte quante le parole cancellate illeggibili e con un numero di x convenzionalmente piccolo per sillabe o parole corte e più grande per parole più lunghe.

Ripensamenti, varianti, alternative

Il testo presenta pochi casi (percentualmente) di ripensamenti, varianti e alternative sostitutive di parole o locuzioni cancellate, od anche alternative non risolte (dopo aver scritto una parola, ne propone un’altra interlinearmente senza cancellare la prima) ecc.

GramsciQdc trascrive e rappresenta tali ripensamenti, varianti e alterative come nel manoscritto.

Scrittura su colonne

In qualche caso Gramsci ha ripreso o sintetizzato, anche con citazione, un testo altrui in una colonna e lo ha affiancato da una colonna di sue considerazioni. Fuorviante la soluzione adottata nel 1975 di alternare nella trascrizione parti di una colonna e parti dell’altra. Seppure il testo non muta, muta lo svolgimento logico della scrittura. GramsciQdc trascrive su colonne affiancate come è nel manoscritto.

Tipo ed uso di parentesi

In passato, in particolare nella trascrizione del 75, le parentesi sono state trascritte come trattini di un inciso, con ulteriori soluzioni varie nel caso di parentesi dentro parentesi. Esse invece sono molto presenti ed espressive. Di più: una verifica del manoscritto ne rileva sia di tonde che di quadre. Il rapporto tra contenuti e tipo di parentesi mi porta a ipotizzare che Gramsci le utilizzi in forma differenziata: tonde per annotazioni o informazioni derivanti dal testo richiamato o citato, quadrate per propri commenti al testo altrui, o proprie considerazioni su come andrebbero impostati gli studi. In un paio di casi compare persino la sigla “A.G” tra parentesi quadre, come a segnare che è suo il commento. Più in dettaglio nel volume Dario Ragazzini, Dal manoscritto all’edizione digitale, che affianca GramsciQdc. Non mi risulta che questa abitudine di scrittura sia stata ancora mai rilevata da altri studiosi.

GramsciQdc ha inteso identificare i due tipi di parentesi e trascriverle come tali. Stante la grafia di Gramsci le parentesi, soprattutto le quadre tendono talvolta ad essere ‘stilizzate’ quasi in ‘barrette verticali’.

Integrazioni

Sono presenti casi di integrazioni al testo, sia interlineari che, più raramente, nel margine esterno o inferiore della pagina. Si tratta di aggiunte successive alla scrittura iniziale. Naturalmente non possiamo sapere se stilate dopo una rilettura del momento o in fase di rilettura successiva.

Tali aggiunte sono rappresentate in GramsciQdc.

Commenti laterali

Una questione di grande interesse è costituita dall’apposizione di un tratto verticale nel margine del testo anche accompagnato da un punto interrogativo o esclamativo. Di solito tale marcatura affianca una citazione, come fosse un commento di Gramsci stesso (che esclama o dubita) rispetto a formulazioni e ragionamenti altrui.

Tali aggiunte sono rappresentate in GramsciQdc.

Abbreviazioni

Il testo ha un alto numero di abbreviazioni, sia per il nome di un autore o il titolo di una di una rivista citata poco sopra, sia senza precedente citazione per esteso. G. per Giolitti, Mach. Per Machiavelli, N. Ant. per la rivista Nuova Antologia e via dicendo. Numerosissime abbreviazioni per parole d’ambito culturale e politico: Risorgim. per risorgimento, Part.Naz. per Partito Nazionalista a fino anche a parole non proprie dell’uso cultuale e politico come ad esempio evidentem. per evidentemente, gramm. per grammatica, cinemat. per cinematografo , pir. per viagg. per piroscafi per viaggiatori.

Per motivi di ovvia facilitazione della lettura GramsciQdc ha trascritto per esteso i lemmi abbreviati, ritenendo che ciò non costituisca tradimento del testo.